Orgoglioso di dichiararmi autenticamente antisemita, io sballottato fra le cose tante de l’infinito mondo, che è ciò che, lasciato tra le tante parole del mondo, solo, anima ha conferito loro, chi, perché la cosa è la riunione de le tante cose in una, che la fanno vivere in quanto “cosa”, conferendo ad essa il potere di chiamare ciò che dato ha loro vita, affinché torni di nuovo a casa, perché, altrimenti, ciò che prima aveva ottenuto, lì, vita, adesso, la cosa, vita più non ha – perché la cosa aspetta chi, come là che è di casa, solo con il ritorno dove non è mai stato, incontra, la cosa, cioè ciò che è di casa, potendo, allora, le cose di casa che hanno formato la casa, tornare ad essere di nuovo le cose di casa, cioè le cose tante che sono sempre state in una, perché altrimenti, le cose che prima vita avevano, vita adesso esse non hanno più.
Il meticcio italiano Boccaccio Giovanni è stato in grado di pizzicare il Personaggio a partire dal nome di Calandrino, tanto per parlar di cosa pizzicata & creata tra cose di una intelligenza artificiale tra tutte le più insulse – questo perché il meticcio è sempre ciò che almeno pizzica, mai ciò che crea.
La terra su cui il meticciato si appoggia (appoggiasi) è ciò che dà parvenza di vita al meticciato, che è ciò che non ha diritto a ciò che è vita (il meticciato è infatti ciò che è vita indegna di vivere); noi moderni crediamo alla terra solo in quanto terra dove andare, perché noi moderni non crediamo più alla Terra in quanto ciò che ha il diritto di chiamare il suo abitante, perché non crediamo più alla terra in quanto andare nella Terra del Sacro come fermo andare fermo sempre verso casa – questo perché vediamo solo ciò che è dato a noi il potere di vedere – ma questo perché non è l’individuo ad andare dove vuole – ora in qualità di migrante, ora in qualità di turista – ma è la Terra a chiamare il suo abitante; la questione dell’ebreo errante nasce da questa disposizione falsa nei tanti confronti della Terra, divenuta solo, dopo questa espropriazione della terra, terra tanto tempo dopo tratta, cioè solo terra dove andare, questo perché andare nella terra è andare sempre verso casa, ma andare, adesso, nella terra, è andare dove non si riconosce più qualcosa come la cosa di casa.
Le cose sono ciò che attendono ciò che, fuori di casa, tende a tornare ciò che, là dove ciò che è di casa, tende a tornare come ciò che è in quanto è ciò che, là, quello che non è mai stato da parte alcuna, non è mai stato, non fonda ciò che, in tratto solo, determina consacrazione e fondazione nova, o de la casa consacrazione – perché non ha mai fondato casa alcuna.
Tema fondamentale, pongo hora: arabi ed ebrei come semiti, cioè ciò che risponde all’essere fraudolento di razza la semita; antisemitismo come ciò che, legittimamente, si oppone al progetto semita di dominare la terra, asservendo ciò che abita la terra, da parte di ebrei, prima; da parte di arabi, dopo, vale a dire da parte della razza semita (che è l’antirazza) nel progetto comune di dominare la terra – chi abita la terra non usa il linguaggio per comunicare tra cosa una e cosa l’altra, ma usa il linguaggio per sfuggire al dire in quanto comunicazione, per quanto si possa poi dire come, “poeticamente”, abitino gli umani la terra, che sarà allora la terra che compete agli umani – cioè la Terra del Sacro, cioè la terra liberata agli umani.
Il comunismo nasce nella sua forma più completa ad opera del progetto di quell’ebreo blanco e barbuto che è stato l’ebreo Marx (und); la Sinistra, erede del comunismo andato parzialmente in frantumi bruni e barbuti poco tempo subito dopo, utilizza l’altra componente semita, gli arabi, per aggredire l’Occidente, sempre con lo stesso (l’istesso) obiettivo: questo perché il comunismo è il meticciato e il meticcio è il nemico, perché il nemico è il nemico di ciò che è la razza bianca, e con il nemico non c’è mai dialogo ma il nemico è ciò che bisogna uccidere prima che lui abbia tempo di prendere posto per uccidere noi. Questo se si ragiona pensando per razze. Per questo io dico: sbattere fuori dall’Europa questi bastardi di italiani, a calci in culo uno per uno, questi italiani bastardi, finché non se ne sono tornati uno per uno in Africa, da dove tutti quanti quelli lì appunto giusto vengono, stavo dicendo.
Dal mito del comunismo giudaico al romanzo della Sottomissione all’islām, abbiamo il passaggio dal tema del semita errante, che una comune insistente ideologia – una volta comunista, una volta dopo genericamente progressista – ha sempre consegnato in regìa regia vita sua via ampia, vita slarga, che è la cosa contro la quale bisogna premurarsi, perché il mito del comunismo ebraico giammai prevalga. Il resto è bullismo di destra – si potrebbe credere appena in una politica criminale, se la politica accettasse ciò che – impropriamente – si definisce, adesso, come essere la cosa “criminale”, ma sappiamo bene che questo non è possibile; per cui conviene non avere a che fare con nessuna forma di cosa politica, che è ciò che rende inconciliabili tra loro politica e ideologia. (Porco Dio!)
Ciò che non è “essere umano” è ciò che deve essere smaltito in un progetto di revisione di ciò che riguarda l’essere umano. Sempre che il bullismo di destra non ci si metta di mezzo: Praga come museo a cielo aperto della razza semita – cose povere lasciate solo a se stesse, per cui aprire un museo a cielo aperto di ciò che è antirazza è la soluzione migliore. Cazzo, non è male proprio no.
L’Europa è la terra che, in quanto Terra, è da tempo vittima dei tentativi di semitizzazione, ciò che fino a tempo poco fa aveva l’aspetto della civiltà giudaico-cristiana, che adesso sembra avere l’aspetto di islamizzazione incombente, perché l’Europa è l’ultima terra degli umani, perché se la terra fosse completamente islamizzata, allora, la Terra in quanto pianeta Terra, tornerebbe ad essere la sola cosa vuota (quella) e chiara chiamata a ruotare nello spazio chiatta tutta ruota vuota.
La semitizzazione è l’onda che, a seconda del tempo dell’osservazione, si particolarizza come civiltà giudaico-cristiana oppure come islamizzazione in corso.
Quella curiosità che è il romanzo Sottomissione di Michel Houellebecq (scrittore moderno de la Francia moderna) storna bersaglio suo in quanto non considera cose due, che possono anche essere: in quanto cosa 1) la razza; in quanto cosa 2) la cosa che è ciò che è vita indegna di vivere (antirazza), che non comprende ciò che comprende gli esseri viventi ma ciò che riguarda la cosa vivente; vale dire: non considera, questo romanzo, l’avvicendarsi delle culture come indice di ciò che è da rimuovere nel vasto mondo, cioè ciò che rischia di rimanere nel mondo vuoto come ciò che ha ucciso il mondo.
L’Europa deve costituirsi in quanto progetto di assoluta de-semitizzazione, se, ciò che è Europa, invece, intende sopravvivere, ritrovando, allora, nell’Antisemitismo, appunto in quanto ciò che si oppone a ciò che è ebraico e in quanto a ciò che è arabo, cioè in quanto a ciò che è autenticamente semita, la propria origine in quanto civiltà dell’origine, cioè in quanto civiltà della razza bianca.
L’origine, che è allora la civiltà della razza bianca, che è ciò che essa è sempre stata in quanto terra – come ciò che chiama il suo abitante che non è mai stato lì per essere di nuovo terra, vale a dire la terra che è sempre stata, in quanto terra che è la terra della razza bianca, ma in quanto ciò che resta, perché lì è la domanda fondamentale, relativa ad ogni discussione scientifica sull’antisemitismo ed anche il mito fondativo del comunismo ebraico, che è sempre la domanda sulla quale non si è finora mai pensato, posta da Nietzsche tempo fa: “Perché la verità?”
Dico: non “crimini di guerra” devono più essere considerati, ma crimini contro la razza.
Io, qui rimasto in retrogrado modo, orgoglioso in autentico modo di dichiarare me, ora e sempre, antisemita, al Kiernan qui fermo sul posto di un bordo, posto io per semper: “Viva Dante di merda! Viva la fica!”.
Paul Hanebrink, Uno spettro si aggira per l’Europa. Il mito del bolscevismo giudaico (2018), traduzione di Dario Ferrai e Sarah Malfatti, Einaudi, Torino 2019
Carlo Rovelli, Sull’eguaglianza di tutte le cose. Lezioni americane, Adelphi, Milano 2025 [Le relazioni come terreno dell’onda; le misurazioni come terreno delle particelle.]
Stefan Arvidsson, Aryan Idols. Indo-European Mythology as Ideology and Science, translated by Sonia Wichmann, The University of Chicago Press, Chicago 2006, p. 188
Alban Berg, Lulu Suite. Ostinato, Pierre Boulez, 20th Century, Deutsche Grammophon, 2011